Unità di ricerca di Catanzaro
Università di Catanzaro
L’Unità di ricerca dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, coordinata da Alarico Barbagli, e integrata da Ferruccio Maradei ha svolto nel progetto DEMANIA un ruolo di primo piano nello studio della Calabria come spazio storico di emersione, persistenza e trasformazione dei regimi di proprietà collettiva. Il lavoro dell’unità ha contribuito a mostrare come il contesto calabrese non rappresenti un semplice caso regionale, ma un osservatorio privilegiato per comprendere la varietà delle consuetudini, delle forme di appartenenza alla terra e delle soluzioni giuridiche elaborate nel tempo attorno agli usi civici e ai domini collettivi.
Fin dalle prime fasi del progetto, l’Unità di Catanzaro ha concentrato la propria attenzione sulle decisioni della Commissione feudale, lette nella loro incidenza sui territori calabresi e nelle loro articolazioni amministrative e locali. In questa prospettiva, la Calabria è emersa come un vero laboratorio di differenziazione consuetudinaria e giudiziaria, nel quale si colgono con particolare evidenza la pluralità degli assetti territoriali e la lunga durata delle categorie giuridiche impiegate per descriverli e governarli.
Accanto all’indagine storico-giuridica, l’unità ha dato un contributo diretto alla costruzione della base documentaria comune del progetto. Nel corso del 2024 Catanzaro è stato il principale luogo di lavoro per la digitalizzazione dei Bollettini, in particolare del Bollettino usi civici. Un lavoro sulle fonti che ha reso possibile una lettura più continua, più precisa e più controllabile della documentazione su cui si fondano le ricerche del progetto.
Un secondo ambito nel quale l’Unità di Catanzaro ha avuto un ruolo decisivo è stato quello della ricostruzione della giurisprudenza pubblicata attraverso il Repertorio del Foro italiano, sviluppata insieme all’Unità di Padova. A partire dalla digitalizzazione delle voci pertinenti, il lavoro si è esteso al trattamento OCR, alla ricomposizione delle singole decisioni, al loro ordinamento cronologico e alla revisione dei risultati, fino alla preparazione di strumenti di consultazione attraverso l’Intelligenza Artificiale Generativa. In questo modo, l’unità di Catanzaro ha inciso direttamente sulla costruzione di uno degli esiti più originali del progetto: un’infrastruttura di ricerca capace di rendere leggibile e interrogabile nel lungo periodo la giurisprudenza sugli usi civici.
Sul piano della comunicazione scientifica, l’Unità di Catanzaro ha organizzato nel maggio 2025 un convegno dedicato alla Calabria come laboratorio per la diagnosi giudiziaria degli usi civici, a partire dalle decisioni della Commissione Feudale. L’iniziativa ha rappresentato uno dei momenti più significativi della disseminazione del progetto, portando in discussione pubblica le linee di ricerca sviluppate dall’unità e mettendo in dialogo fonti, casi storici e categorie interpretative.


