Bollettino feudale

Il Bollettino delle Sentenze della Commissione feudale

Il 15 giugno 1808 il Ministro dell’Interno di Giuseppe Bonaparte, André-François Miot, chiese al presidente della Commissione feudale, Giacinto Dragonetti, di pubblicare i provvedimenti definitivi della Commissione, affinché fossero trasmessi agli intendenti delle province. A questi spettava infatti curarne l’esecuzione, che non poteva essere lasciata ai soli Comuni, pur direttamente interessati.

Nacque così il Bollettino delle Sentenze emanate dalla Suprema Commissione per le liti tra i già Baroni e i Comuni, titolo con cui furono stampate, presso la tipografia Angelo Trani di Napoli, tutte le decisioni della Commissione in ordine progressivo di data, in fascicoli mensili.

Nel 1808 le sentenze pubblicate sono ancora poche – in media sei o sette al mese – perché la Commissione giudica soltanto le cause già pendenti davanti alla Regia Camera della Sommaria, soppressa nel 1806 e sostituita da una Corte dei Conti sul modello francese. I fascicoli del 1808 sono perciò raccolti in due soli volumi, uno per semestre. Ciascun bollettino si chiude con un indice dei «diritti e delle prestazioni sulle quali si è giudicato», che segnala, per ogni sentenza, i diritti accertati e liquidati dalla Commissione. Anche i primi due bollettini del 1809, relativi a gennaio e febbraio, conservano ancora queste dimensioni.

La pubblicazione cambia scala a partire dal bollettino di marzo 1809, che si apre con il decreto emanato il 27 febbraio da Gioacchino Murat, nuovo Re di Napoli. Da quel momento la Commissione ottiene giurisdizione anche su cause nuove, introdotte direttamente davanti ad essa. Per questo, i bollettini mensili del 1809 crescono rapidamente: alle diciassette sentenze di febbraio corrispondono le novantuno di dicembre. Dal marzo 1809, ogni bollettino ha ormai le dimensioni di un volume.

Nel 1810 ciascun bollettino occupa addirittura due volumi. Il mutamento dipende da un ulteriore decreto, del 16 ottobre 1809, con cui Murat dispose che la Commissione feudale dovesse terminare i propri lavori entro il 1° settembre 1810, vietando l’introduzione di nuove controversie dopo il 31 dicembre 1809. Pochi giorni dopo, il 19 ottobre, il Ministro dell’Interno Giuseppe Zurlo emanò il Rescritto per la maggiore speditezza del decidere, che modificò ancora una volta la procedura davanti alla Commissione. Il contenzioso aumentò vertiginosamente: nell’ultimo mese la Commissione emanò duecentoquarantadue sentenze, pubblicate in tre volumi che si chiudono con il decreto di scioglimento letto all’udienza del 31 agosto 1810 dal procuratore generale del Re, David Winspeare. Con essi cessò anche la pubblicazione del Bullettino delle Sentenze, nome assunto dalla serie a partire dal marzo 1809.

Il Supplimento del Bullettino della Commissione Feudale

Nel disegno del decreto murattiano del 16 ottobre 1809, alla cessazione della Commissione feudale sarebbe dovuta seguire l’attività dei Commissari ripartitori, organi monocratici di pubblica amministrazione incaricati di ripartire i demani in ciascun Comune. Nei luoghi che non avevano avuto una sentenza della Commissione, i Commissari avrebbero dovuto accertare i demani in via amministrativa, salva la possibilità di promuovere davanti al giudice ordinario una causa sulla proprietà privata dei suoli. Questo sistema fu conservato, dopo la Restaurazione, nel Regno delle Due Sicilie, che affidò agli intendenti – istituiti dalla legge di amministrazione civile del 1816 – le funzioni dei Commissari ripartitori secondo l’assetto definito in età napoleonica.

A distanza di quasi vent’anni dalla chiusura della Commissione, il governo borbonico dispose la pubblicazione di ciò che era rimasto fuori dalla prima parte. Nel 1829 fu avviato il Supplimento del Bullettino della Commissione Feudale. In quell’anno uscirono sei volumi, con numerazione progressiva. Il primo contiene sentenze, provvedimenti interinali e altre decisioni non inserite nella pubblicazione originaria. Il secondo e il terzo raccolgono le convenzioni omologate dalle sentenze, già pubblicate nella prima serie o nel primo volume del Supplimento. Il quarto e il quinto contengono gli inserti alle sentenze già stampate, cioè gli allegati cui alcune di esse facevano riferimento senza che fossero stati allora pubblicati: estimi di feudi disposti dalla Regia Camera, convenzioni tra baroni e università, e altri documenti anteriori. Questi sei volumi possono essere considerati come una prima serie del Supplimento. Dopo il 1829 non fu pubblicato più nulla fino al 1837, quando uscì il volume n. 7 del Supplimento, nel quale fu raccolto l’insieme delle leggi, dei decreti, dei rescritti e degli altri provvedimenti emanati dal governo napoleonico dopo la legge del 2 agosto 1806. In questo caso i testi sono ordinati cronologicamente. I provvedimenti già pubblicati nel Bollettino delle Sentenze 1808–1810 non vengono riprodotti, ma semplicemente richiamati con l’indicazione delle pagine del volume in cui erano già stati stampati. Questo volume costituisce, perciò, una serie autonoma.

Una terza serie si apre l’anno successivo e si sviluppa fino al 1845, in sedici volumi, dal n. 8 al n. 23. I volumi portano il titolo di Soluzione dei dubbi surti nell’esecuzione, così delle leggi e decreti eversivi della feudalità, come delle decisioni della Commissione prima e dopo del Real decreto del 3 luglio 1810. Il decreto del 3 luglio 1810 aveva attribuito ai Commissari il compito di disporre d’ufficio l’esecuzione delle sentenze della Commissione. I volumi raccolgono la corrispondenza sviluppatasi in quella fase tra i Commissari e il Ministero dell’Interno. Per l’ordinamento del tempo, ciascuna di quelle risposte costituiva un atto di pubblica amministrazione, idoneo a produrre situazioni giuridiche con cui gli Intendenti del Regno delle Due Sicilie avrebbero poi dovuto confrontarsi.

Questa raccolta è organizzata secondo un duplice criterio, cronologico e territoriale. Ogni volume dispone i documenti in ordine cronologico, a partire dal 1809, ma ciascuno è dedicato a un gruppo di luoghi ordinati alfabeticamente. Nel volume n. 8 compaiono così provvedimenti di portata generale per il Regno o per grandi aree, come il Tavoliere delle Puglie; nel volume n. 9 iniziano i Comuni con la A, nel n. 10 quelli con la B, e così via.

Questo criterio editoriale non consente però di ritenere che tutti i provvedimenti relativi a ciascun Comune siano contenuti nella Soluzione dei dubbi. La raccolta fu infatti costruita a Napoli, sulla base delle carte disponibili negli archivi della capitale. Restano fuori, per esempio, le corrispondenze tra intendenti e sottintendenti, o tra questi e gli altri poteri operanti nelle periferie, soprattutto quelli giurisdizionali. Tali materiali si trovano soltanto negli archivi locali che hanno conservato la documentazione di quegli uffici. Molti atti furono rinvenuti negli archivi della capitale solo dopo la pubblicazione della Soluzione dei dubbi. Da qui nacque quella che può essere considerata la quarta serie del Supplimento: la Continuazione della soluzione dei dubbi. Tra il 1846 e il 1855 uscirono tredici ulteriori volumi, concepiti come prosecuzioni di uno o più volumi della serie precedente e, perciò, intitolati come Appendice ai volumi già pubblicati. Ciascuno riporta, in ordine cronologico, i provvedimenti relativi agli stessi gruppi di Comuni, ordinati alfabeticamente.

Lo stesso metodo fu replicato in una Seconda Appendice alla Continuazione della soluzione dei dubbi, composta di tre volumi pubblicati nel 1856 e nel 1857, che può essere considerata la quinta e ultima serie del Supplimento.

Il Bollettino delle Ordinanze dei Commissari ripartitori

La terza e ultima grande parte del Bollettino feudale è il Bullettino delle Ordinanze de’ Commissari ripartitori de’ demani ex feudali e comunali nelle province dei Reali Domini al di qua del Faro, in appendice degli atti eversivi della feudalità.

Il 27 giugno 1846 il Ministro degli Affari Interni Nicola Santangelo, «in esecuzione di Sovrani comandi» del 26 marzo dello stesso anno, dispose che tutti gli intendenti delle province trasmettessero al Ministero le ordinanze dei Commissari ripartitori del periodo napoleonico, con le eventuali opposizioni e con ogni notizia relativa alle quotizzazioni eseguite.

Questo materiale fu pubblicato tra il 1858 e il 1867 in ventidue volumi, organizzati in rigoroso ordine alfabetico per Comune. La raccolta si arresta alla lettera L, e rimane quindi incompleta.

Gli Indici

Nel 1829, insieme ai sei volumi della prima serie del Supplimento, fu pubblicato l’Indice generale alfabetico del Bullettino delle Sentenze. L’indice riporta, per ciascun Comune, le sentenze che lo riguardano, pubblicate nei Bollettini della serie ordinaria. Esso non entra nella numerazione progressiva del Supplimento, malgrado si riferisca anche alle sentenze poi pubblicate nel primo volume di questa serie. Nel 1859, conclusa la pubblicazione del Supplimento e iniziata quella del Bollettino delle Ordinanze, fu pubblicato un secondo Indice, che riporta analiticamente i diritti e le prestazioni accertate dalla Commissione feudale nei tre anni della sua attività. I due volumi riprendono con grande precisione i lemmi già presenti negli indici dei Bollettini delle Sentenze e del primo volume del Supplimento, e classificano, sotto ciascuna voce, le decisioni corrispondenti. Li consideriamo, così, come un’unica serie.

Dalla fida alla bonatenenza, dalla servitù dei corsi al terratico e alla mezza semenza, l’Indice di materie delle quali si è giudicato costituisce uno strumento di accesso essenziale all’universo concettuale della feudalità, per come esso fu conosciuto e classificato dal suo ultimo giudice.