Come consultare e citare il Bollettino feudale
Cos'è il Bollettino feudale
Il nome “Bollettino feudale” non corrisponde a una serie editoriale unitaria. È una denominazione d’uso, affermatasi già nell’Ottocento per indicare, in forma sintetica, un insieme di pubblicazioni diverse, nate in tempi differenti e con funzioni diverse, ma tutte riconducibili all’attività della Commissione feudale e, successivamente, dei Commissari ripartitori.
Sotto questa denominazione sono ricomprese tre grandi parti:
1. il Bollettino delle Sentenze della Commissione Feudale [1808-1810];
2. il Supplimento al Bollettino [1829-1857]
3. il Bollettino delle Ordinanze dei Commissari ripartitori [1858-1867].
Gli anni qui indicati si riferiscono alla data di pubblicazione dei volumi. In linea generale, le prime due parti contengono sempre provvedimenti presi nel periodo del dominio napoleonico del Regno di Napoli (1806-1815). La terza parte - il Bollettino Ordinanze- contiene anche provvedimenti presi dall’amministrazione del Regno delle Due Sicilie, dopo la Restaurazione.
Queste tre parti non si consultano nello stesso modo. Ciascuna ha una propria struttura interna, propri indici e propri criteri di ordinamento.
Come consultare il Bollettino feudale
1. Il Bollettino delle Sentenze della Commissione Feudale
Il Bollettino delle Sentenze raccoglie le decisioni della Commissione Feudale, esposte in ordine cronologico, secondo l’anno, il mese e il giorno di emissione.
Le sentenze sono pubblicate, per anno di promulgazione, nelle tre serie corrispondenti agli anni di funzionamento della Commissione: 1808, 1809 e 1810.
Per questa parte del Bollettino la ricerca può essere condotta anzitutto attraverso gli Indici generali, pubblicati nel 1829 e nel 1859. Essi riguardano le tre serie delle sentenze e anche i primi volumi del Supplimento del 1829, nei quali furono pubblicate sentenze non comprese nella serie ordinaria o convenzioni omologate dalla Commissione, che tenevano luogo di sentenza.
La prima ricerca possibile è quella per Comune. Essa si conduce partendo dall’Indice generale alfabetico del 1829.
Occorre tenere presente che uno stesso Comune può essere collegato a più sentenze. Spesso, infatti, la Commissione decideva prima sui diritti personali e proibitivi, rinviando a un’udienza successiva la discussione sui diritti reali: colonie, demani, servitù e altri usi civici.
Una seconda ricerca può essere condotta per materia, cioè a partire da un singolo diritto, da una prestazione feudale o da una voce specifica. In questo caso si utilizza l’Indice delle materie, che elenca le diverse voci e rinvia alle sentenze in cui esse ricorrono.
Alcuni termini molto diffusi nel diritto feudale possono comparire in più voci. È il caso, ad esempio, di “fida”, che può essere ricondotta a più contesti e a più categorie dell’indice.
2. Il Supplimento al Bollettino
Il Supplimento costituisce la seconda grande parte del Bollettino feudale. Non ha struttura uniforme: comprende volumi diversi per contenuto, funzione e criteri di ordinamento.
I volumi del Supplimento, ad eccezione dei primi tre, si consultano solo attraverso gli indici presenti in ciascun volume.
Il Supplimento si divide in cinque serie, cui attribuiamo questi nomi:
1. Primo Supplimento (1829)
2. Serie cronologica delle leggi di abolizione della feudalità (1837; un unico volume)
3. Soluzione dei dubbi (1838-1845)
4. Prima Appendice alla Soluzione dei dubbi (1846-1855)
5. Seconda Appendice alla Soluzione dei dubbi (1856-1857)
2.1. Il primo Supplimento (1829)
I primi volumi del Supplimento, pubblicati nel 1829, contengono materiali strettamente collegati all’attività della Commissione Feudale.
Il primo volume raccoglie sentenze non pubblicate nella serie ordinaria del Bollettino delle Sentenze.
Il secondo e il terzo volume raccolgono convenzioni omologate dalla Commissione, che avevano funzione equivalente alla sentenza.
Il quarto e il quinto contengono materiali diversi, come perizie, stati di ripartizione dei demani e quadri di accertamento delle colonie e degli altri possessi privati, mantenuti dalle leggi di abolizione della feudalità.
Il sesto contiene correzioni (sul modello: errata/corrige) ai testi delle serie precedenti.
2.2. La Serie cronologica delle leggi e dei provvedimenti per l’abolizione della feudalità (1837)
La Serie cronologica delle leggi per l’abolizione della feudalità è contenuta in un solo volume, pubblicato nel 1837. Si consulta attraverso la tavola posta all’inizio del volume, che riporta i provvedimenti per data di emissione, e attraverso l’indice analitico, organizzato per voci.
I provvedimenti sono esposti in stretto ordine di data.
Molti provvedimenti, spesso adottati su iniziativa della Commissione o del suo Regio Procuratore, erano già stati pubblicati nella serie ordinaria del Bollettino, all’interno della successione cronologica delle decisioni. In questi casi, il volume del 1837 li richiama soltanto, rinviando alla pagina del Bollettino in cui erano già stati stampati.
Il volume del 1837 contiene quindi il testo dei soli provvedimenti che non erano stati pubblicati in precedenza.
2.3. La Soluzione dei dubbi (1838-1845)
È la parte più ampia del Supplimento. Anche questi volumi si consultano attraverso gli indici interni, organizzati su base cronologica. Essi coprono, in generale, il periodo compreso tra il 1806 e il 1814.
Il primo volume della serie, corrispondente al Supplimento n. 8 del 1838, è diviso in due parti.
La prima parte è dedicata alla Soluzione de’ dubbi generali. Essa contiene provvedimenti validi per tutto il Regno o per alcune sue province, dello stesso tipo di quelli pubblicati nella Serie cronologica delle leggi e dei provvedimenti.
La seconda parte è dedicata ai dubbi particolari, cioè ai provvedimenti relativi a singoli Comuni, adottati durante e dopo il funzionamento della Commissione Feudale.
Per questa sezione, proseguita nei volumi del Supplimento fino al 1845, i redattori seguirono un doppio criterio: cronologico e alfabetico.
Ogni volume raccoglie i provvedimenti relativi a una serie di Comuni, ordinati alfabeticamente secondo il nome allora in uso. All’interno di ciascun Comune, i provvedimenti sono disposti in ordine cronologico. Nelle schede PHAIDRA delle singole digitalizzazioni è indicato l’elenco dei Comuni contenuti in ciascun volume, con la denominazione storica utilizzata nella fonte.
Ogni volume inizia con una tavola cronologica dei provvedimenti, e finisce con un indice per Comune.
2.4. La Prima Appendice alla Soluzione dei dubbi
La Soluzione dei dubbi fu costruita con un metodo incrementale.
Quando furono reperiti documenti relativi a Comuni già trattati nei volumi precedenti, questi materiali furono pubblicati in una prima appendice, che consta di tredici volumi, editi dal 1846 al 1855. Ogni volume è descritto come appendice a un corrispondente volume del Supplimento, dal n. 8 al n. 23, a seconda del gruppo alfabetico di Comuni che viene trattato.
Nell’Appendice possono comparire anche Comuni non menzionati nella prima serie della Soluzione dei dubbi. L’arco temporale dei provvedimenti comprende, in genere, anche il 1815.
Anche in questi volumi la ricerca si conduce a partire dal nome del Comune, per come esso era all’epoca.
Per ciascun Comune, i provvedimenti sono poi esposti in ordine cronologico. Come nella prima serie della Soluzione dei dubbi, i Bollettini si aprono con una tavola cronologica, e si chiudono con un indice per Comune, in ordine alfabetico.
2.5. La Seconda Appendice alla Soluzione dei dubbi
La seconda Appendice segue lo stesso metodo. Essa comprende atti ritrovati dopo la stampa delle prime due serie. Ogni volume è descritto come appendice a un gruppo di volumi, sia della prima serie della Soluzione dei dubbi, che della prima Appendice.
I volumi hanno la stessa struttura della prima Appendice, e la ricerca vi si svolge nello stesso modo.
3. Il Bollettino delle Ordinanze dei Commissari ripartitori
La terza parte del Bollettino feudale è costituita dal Bollettino delle Ordinanze dei Commissari ripartitori. I Commissari ripartitori furono istituiti da Gioacchino Murat nel 1810. Il Bollettino raccoglie gli atti prodotti nell’esercizio delle loro funzioni.
Questi volumi si consultano attraverso l’indice che vi è pubblicato, organizzato in stretto ordine alfabetico per Comune. Non vi sono tavole cronologiche.
Per ogni Comune, può esservi più di un’Ordinanza, oltre a atti e provvedimenti di vario genere, a queste conseguenti. Questi sono descritti nell’indice finale del volume, con una rubrica che non viene riportata in testa al provvedimento pubblicato.
La pubblicazione di questo Bollettino si arrestò nel 1867, alla lettera L.
Nelle schede PHAIDRA dei singoli volumi è indicato, per ciascun Bollettino, il Comune iniziale e quello finale.
Come citare il Bollettino feudale
Criterio generale
Le pubblicazioni comprese nel Bollettino feudale presentano titoli non sempre uniformi.
Nei frontespizi, ad esempio, la formula “Bollettino della Suprema Commissione per le liti tra i già Baroni e i Comuni” può essere sostituita dalla forma più breve “Bollettino della Commissione Feudale”. Anche la grafia oscilla tra “Bollettino” e “Bullettino”.
Per questo motivo si propone un sistema normalizzato di citazione, che consenta di identificare con chiarezza il singolo atto, il volume in cui esso è pubblicato e la pagina di riferimento.
La citazione deve indicare, quando possibile:
– l’autorità o il tipo di atto;
– la data;
– il Comune, se la sentenza lo riguarda come parte; nel caso di più Comuni coinvolti, si cita il primo e il secondo, seguito dalla indicazione “e altri”;
– le parti (ex Barone, particolari cittadini) nel caso la sentenza non si esprima in confronto di un Comune intero;
– la parte del Bollettino in cui l’atto è pubblicato;
– il volume o il numero della serie;
– l’anno di pubblicazione;
– la pagina e, nel caso delle sentenze, il numero che viene loro dato nel Bollettino
Il riferimento alla digitalizzazione PHAIDRA può essere aggiunto quando sia utile indicare l’esemplare digitale effettivamente consultato.
Sentenze della Commissione Feudale
Formula:
Commissione feudale, Sent. giorno mese anno, Comune (o parti), in Bollettino sentenze anno, vol. N, p. W, n. sentenza
Esempio:
a) Commissione feudale, Sent. 13 maggio 1809, Comune di Caramanico, in Bollettino sentenze 1809, vol. 5, p. 62 (n. 5).
b) Commissione feudale, Sent. 5 maggio 1809, Comuni di Celano, Rovere (e altri), in Bollettino sentenze 1809, vol. 5, p. 32 (n. 3).
c) Commissione feudale, Sent. 2 maggio 1809, Conte di Buccino c. particolari, in Bollettino sentenze 1809, vol. 5, p. 62 (n. 5).
Quando la sentenza è pubblicata nel primo volume del Supplimento del 1829, perché era stata omessa nella serie ordinaria, la formula può essere:
Commissione feudale, Sent. giorno mese anno, Comune di X / parti, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 1, 1829, p. W, n. sentenza
Esempio:
a) Commissione feudale, Sent. 18 febbraio 1809, Comune di Bovino, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 1, 1829, p. 10, n. 4.
b) Commissione feudale, Sent. 18 febbraio 1809, Arcangelo Jeno c. Collegio della Badia di S. Adriano, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 1, 1829, p. 13, n. 5.
Convenzioni omologate e allegati (“inserti”) alle sentenze
Le convenzioni omologate dalla Commissione feudale, pubblicate nei volumi 2 e 3 del Supplimento del 1829, possono essere citate dalla descrizione che si trova in calce all’inizio di ciascuna di esse, e col numero con il quale furono pubblicate.
Formula:
Convenzione tra X e Y, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 2 [oppure vol. 3], 1829, p. W, n. convenzione (omologata con Sent. giorno mese anno)
Esempio:
a) Convenzione tra il Comune di Raiano e il Marchese di Caiazzo, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 2, 1829, p. 424, n. 8 (omologata con Sent. 19 aprile 1809).
Gli allegati (“inserti”) alle sentenze della Commissione feudale, pubblicati nei volumi 4 e 5 del Supplimento del 1829, possono essere citati con una descrizione sintetica ricavata dalla lettura del testo, indicando la sentenza alla quale si riferiscono e il numero con il quale furono pubblicati nel volume.
Formula:
Appuramento [o perizia, relazione, apprezzo, ecc.] relativo alla Sent. giorno mese anno per il Comune di X / fra le parti X e Y, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 4 [oppure vol. 5], 1829, p. W, n. inserto
Esempio:
a) Relazione del Razionale G. Catalano nella causa per il Comune di Castello dell’Abate, relativa alla Sent. 30 agosto 1810, in Supplimento al Bollettino sentenze, vol. 5, 1829, p. 22, n. 5.
Provvedimenti legislativi e regolamentari
Formula:
Nome del provvedimento, giorno mese anno, in Bollettino sentenze anno, vol. N, p. W.
La denominazione del provvedimento può essere ricavata, in forma sintetica, dall’indice finale del volume.
Esempio:
a) Real decreto contenente le istruzioni per la suprema Commissione feudale, 27 febbraio 1809, in Bollettino sentenze 1809, vol. 5, p. 3.
b) Ministeriale per adottarsi la maggior speditezza nel sistema di decidere della Commissione feudale, 19 ottobre 1809, in Bollettino sentenze 1809, vol. 10, p. 262.
Quando il provvedimento è pubblicato nel volume n. 7 del Supplimento, dedicato alla Serie cronologica delle leggi e dei provvedimenti, la formula può essere:
Nome del provvedimento, giorno mese anno, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 7, 1837, p. W.
La denominazione del provvedimento può essere ricavata, in forma sintetica, dall’indice finale del volume.
Esempio:
a) Legge di abolizione della feudalità, 2 agosto 1806, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 7, 1837, p. 3.
b) Rescritto del Regio Procuratore generale presso la C.F. al Ministro dell’Interno sulle terre corse delle Calabrie, 23 maggio 1810, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 7, 1837, p. 214.
c) Ministeriale per rimuovere gli ostacoli all’acquisto delle quote demaniali da parte dei coloni, 5 ottobre 1811, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 7, 1837, p. 278. [Rubrica nel testo: “Ministeriale con cui si prescrivono mezzi per allontanare le cause della ripugnanza dei coloni nell’acquistare le quote de’ terreni demaniali da suddividersi”].
Quando il provvedimento è pubblicato nella Soluzione dei dubbi generali, corrispondente alla prima parte del Supplimento n. 8 del 1838, la formula può essere:
Nome del provvedimento, giorno mese anno, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 8, 1838, p. W.
La denominazione del provvedimento può essere ricavata, in forma sintetica, dall’indice finale del volume.
Esempio:
a) Decreto per terminare le questioni sui confini tra Comuni, 6 dicembre 1808, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 8, 1838, p. 15. [Rubrica nel testo: “Decreto che contiene il metodo col quale debbono terminarsi le quistioni d’indecisa confinazione tra Comuni e Comuni”].
b) Rapporto di D. Winspeare contro la necessità di un secondo esame per le convenzioni omologate dalla Commissione feudale, 11 marzo 1809, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 8, 1838, p. 20. [Rubrica nel testo: “Rapporto del Regio Procuratore Generale presso la Commissione Feudale per non esporsi ad un secondo esame le convenzioni omologate dalla medesima”].
c) Rescritto sulla validità delle convenzioni omologate dalla Commissione feudale, 29 aprile 1809, in Supplimento al Bollettino della C.F., n. 8, 1838, p. 27. [Titolo come riportato nel volume].
Provvedimenti relativi a singoli Comuni conseguenti alle sentenze della Commissione feudale
Per i provvedimenti relativi a singoli Comuni, pubblicati nella Soluzione dei dubbi particolari o nelle Appendici, è opportuno conservare l’intitolazione dell’atto così come compare nella rubrica e nell’indice, con i particolari che si desidera evidenziare tra parentesi.
Formula:
Intitolazione del provvedimento (oggetto) per il Comune di X, giorno mese anno, in Supplimento al Bollettino C.F., n. N, anno (Soluzione dei dubbi / Prima appendice alla Soluzione dei dubbi / Seconda appendice alla Soluzione dei dubbi), p. W.
Esempio:
a) Ministeriale per il Comune di Corleto (G. Zurlo a D. Winspeare, per informazioni), 27 febbraio 1811, in Supplimento al Bollettino C.F., n. 12, 1840 (Soluzione dei dubbi), p. 203.
b) D. Winspeare, Rapporto al Ministro per il Comune di Corigliano, 21 marzo 1812, in Supplimento al Bollettino C.F., n. 12, 1840 (Soluzione dei dubbi), p. 161.
c) Rapporto dell’Intendente di Basilicata al Ministro per il Comune di Garagusa, 9 aprile 1811, in Supplimento al Bollettino C.F., n. 31, 1853 (Prima appendice alla Soluzione dei dubbi), p. 3.
d) Ministeriale all’Intendente di Lecce per il Comune di Laterza, 24 aprile 1811, in Supplimento al Bollettino C.F., n. 38, 1857 (Seconda appendice alla Soluzione dei dubbi), p. 15.
Ordinanze dei Commissari ripartitori e atti successivi
Per le ordinanze dei Commissari ripartitori, la formula può essere:
Ordinanza giorno mese anno per il Comune di X, in Bollettino delle Ordinanze, n. Z, anno, p. W.
Esempio:
a) Ordinanza 26 marzo 1811 per il Comune di Aieta, in Bollettino delle Ordinanze, n. 1, 1856, p. 361.
b) Ordinanza 20 gennaio 1811 per i Comuni di Agnana, Mammola e Canolo, in Bollettino delle Ordinanze, n. 1, 1856, p. 292.
I provvedimenti di altro genere pubblicati nel Bollettino delle Ordinanze si citano secondo l’indicazione della rubrica nell’indice del volume che li contiene.
Formula:
a) [Intitolazione del provvedimento come da indice] per il Comune di X, giorno mese anno, in Bollettino delle Ordinanze, n. Z, anno, p. W.
Esempio:
a) Verbale di discussione dinanzi al Commissario per il Comune di Aieta per l’esecuzione della sentenza della C.F., 13 giugno 1811, in Bollettino delle Ordinanze, n. 1, 1856, p. 365.
b) Processo verbale di esecuzione dell’Ordinanza 20 gennaio 1811 per i Comuni di Agnana, Mammola e Canolo, in Bollettino delle Ordinanze, n. 1, 1856, p. 300.

