Collana DEMANIA

La collana DEMANIA raccoglie i principali esiti editoriali della ricerca, in rapporto ai suoi diversi obiettivi: la ricostruzione storica dei regimi giuridici dei diritti collettivi, il recupero e la valorizzazione delle fonti, l’analisi della giurisprudenza e la costruzione di strumenti di consultazione. I singoli volumi corrispondono, di volta in volta, a queste diverse linee di lavoro: alcune pubblicazioni sviluppano casi territoriali o profili tematici specifici; altre ordinano materiali normativi e giurisprudenziali dispersi; altre ancora traducono la ricerca in repertori e strumenti destinati alla consultazione e al lavoro scientifico. La collana offre così una sede unitaria a risultati diversi per funzione e struttura, ma riconducibili a un medesimo percorso di ricerca.
1. La Calabria degli usi civici. Una storia per il diritto
Il volume corrisponde soprattutto alla linea di ricerca dedicata ai casi territoriali. Attraverso l’analisi delle decisioni della Commissione feudale, la Calabria è assunta come un laboratorio privilegiato per osservare non solo i conflitti sui diritti collettivi, ma anche il modo in cui il giudice ha letto il territorio, distinguendone risorse, usi e assetti giuridici. L’attenzione si concentra, così, sulla formazione della demanialità e sulle categorie attraverso cui il paesaggio calabrese è stato tradotto in linguaggio giuridico.
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2. La spada di Perseo. Lo Stato contro gli usi civici dal Decennio francese al Fascismo
Questo volume corrisponde principalmente alla linea di ricerca dedicata alla ricostruzione della legislazione. I contributi raccolti seguono il lungo percorso con cui, dall’età napoleonica alla legge del 1927, lo Stato ha cercato di accertare, regolare o sopprimere i diritti collettivi, ridefinendo il rapporto tra proprietà, territorio e giurisdizione. Ne emerge una storia legislativa non marginale, ma centrale per comprendere la formazione del diritto vigente in materia.
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3. I domini collettivi: un patrimonio intergenerazionale tra passato, presente e futuro
Il volume corrisponde alla linea di ricerca dedicata al confronto tra contesti territoriali e istituzionali diversi. I casi siciliani sono letti entro una prospettiva comparata più ampia, che permette di seguire continuità e discontinuità nella qualificazione giuridica delle terre collettive, nelle forme di gestione dei beni e nei rapporti con le istituzioni pubbliche. Il confronto con altre esperienze italiane consente così di cogliere, insieme, la specificità del contesto siciliano e alcuni problemi comuni alle diverse forme di proprietà collettiva.
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4. Usi civici. Repertorio della giurisprudenza italiana (1875–2024)
Il Repertorio corrisponde più direttamente all’obiettivo di analizzare, ordinare e rendere consultabile la giurisprudenza. Il volume raccoglie un secolo e mezzo di decisioni italiane in materia di usi civici, ricostruite a partire dalle voci del Repertorio del Foro italiano e riordinate cronologicamente per data di emissione, così da restituire continuità, snodi e mutamenti dell’elaborazione giurisprudenziale. Non si presenta, quindi, come una semplice raccolta di precedenti, ma come uno strumento di ricerca pensato per seguire nel tempo la formazione delle categorie, dei problemi e degli orientamenti che hanno dato struttura a questa materia.
A questa funzione rispondono anche gli strumenti che completano il volume: l’Atlante tematico delle decisioni (ATD), costruito per organizzare le sentenze secondo i nuclei argomentativi effettivamente emersi nel contenzioso; l’indice cronologico per autorità giudicante; l’indice analitico per lemma; e l’indice dei territori, che restituisce la geografia concreta delle controversie. Il volume rende così accessibile un materiale vasto e disperso, offrendo una base stabile per lo studio storico della giurisprudenza e, insieme, per il lavoro del giurista che debba orientarsi in un settore ancora fortemente segnato dal peso dei precedenti.
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